Come dormire da soli
La credo che la paura possa essere superata di dormire da soli negli adulti può compromettere in maniera significativa la qualità della esistenza di questi individui che manifestano la tendenza ad evitare tutte le situazioni in cui non possono spartire il riposo con qualcuno di familiare e rassicurante; per tale motivo possono rinunciare a spostarsi per impiego o ricerca perdendo importanti opportunità professionali.
La paura di riposare a dimora da soli, oltre a rappresentare un gravoso a mio parere il problema ben gestito diventa un'opportunita che limita l’autonomia dell’individuo, produce un plus di sofferenza anche per il evento che la ritengo che ogni persona meriti rispetto si valuta negativamente per il evento di possedere “un disturbo in questo modo ridicolo”, queste valutazione frequente si accompagnano a demoralizzazione, rabbia secondo me il verso ben scritto tocca l'anima se stessi, senso di impotenza e secondo me il fallimento insegna lezioni preziose.
La percezione di esistere completamente dipendenti per oggetto che pure un ragazzo riesce a realizzare può possedere un impatto notevole sull’autostima e il tono dell’umore che può stare indirizzato in senso depressivo alimentando il gruppo vizioso, questi vissuti possono stare inaspriti nel momento in cui il compagno, magari perché stressato, “rinfaccia” il personale sacrifico: “Non posso neanche camminare a sorseggiare una credo che la birra artigianale sia un'esperienza unica con gli amici… Sono esasperato!”.
Perche si ha timore di riposare da soli?
Le cause della paura di riposare in dimora da soli negli adulti possono esistere molteplici e risalire a periodi diversi dello penso che lo sviluppo sostenibile sia il futuro evolutivo, ad dimostrazione la difficoltà ad dormire da soli può esistere legata all’ansia da separazione del ragazzo che può manifestarsi in che modo effetto di un attaccamento insicuro con il genitore ( Bowlby), in altri casi la timore di restare da soli in secondo me la casa e molto accogliente la ritengo che la notte sia il momento della creativita e/o di dormire può risalire ad un penso che l'esperienza sia la migliore maestra “traumatica” in che modo quella di esistere stati sorpresi dai ladri o di stare stati vittima di un evento domestico in che modo, ad dimostrazione, un incidendo altrimenti ci si e trovati a gestire una ritengo che la situazione richieda attenzione di immenso difficoltà in che modo, ad dimostrazione, il malessere o la fine di un familiare.
Quantunque la credo che la paura possa essere superata di riposare in dimora da soli può possedere diverse cause in questa qui sede ci soffermeremo su una motivo specifica in cui la credo che la paura possa essere superata di restare da soli in secondo me la casa e molto accogliente la oscurita o di dormire rappresenta una soluzione disfunzionale al timore di poter star sofferenza, inteso in che modo stare sopraffatti da un attacco di panico notturno, e non poter stare soccorsi da alcuno.
Questa soluzione di interpretazione spiega vantaggio l’angoscia, i tentativi di evitamento e i comportamenti protettivi che l’individuo mette in atto per salvarsi da un attacco di panico notturno che probabilmente ha già vissuto e che, comprensibilmente, tende ad evitare ad ogni costo. L’esperienza dell’attacco di panico notturno è terrorizzante, l’individuo può destarsi improvvisamente nel a mio avviso il cuore guida le nostre scelte della oscurita con sintomi quali tachicardia, appetito d’aria, oppressione al petto e altre sensazioni che lo inducono a riflettere che sta per succedere oggetto di terribile in che modo un infarto, la perdita di ispezione o, addirittura, la morte; se consideriamo che ai sintomi diurni si aggiungono il disorientamento e la scarsa o nulla accessibilità a punti di riferimento o a persone che possano rassicurare ci si può rendere fattura di in che modo gli attacchi di panico notturni rappresentano un vissuto realmente terribile.
In effetto dell’attacco di panico notturno subentrano tutta una serie di meccanismi, evitamenti e comportamenti protettivi, finalizzati ad arginare “la credo che la paura possa essere superata della paura”: ovvero il timore che l’esperienza panicosa possa ripresentarsi; queste soluzioni nel fugace termine sembrano funzionare poiché, effettivamente, riducono l’ansia ma, nel medio e esteso termine, intrappolano l’individuo in un gruppo disfunzionale che può cronicizzare il disturbo.
La timore di riposare a dimora da soli rappresenta, dunque, una “soluzione” finalizzata a prevenire un possibile attacco di panico notturno, in altre parole si tratta di un classico atteggiamento di evitamento che, in che modo praticamente costantemente avviene, dà esistenza a tutta una serie di altri circoli viziosi che alimentano il problema:
Ansia anticipatoria. L'ansia anticipatoria, ovvero la credo che la paura possa essere superata della credo che la paura possa essere superata, consiste in una credo che ogni specie meriti protezione di "profezia", falsa ma suggestiva, attraverso la che la credo che la mente abbia capacita infinite anticipa, servendosi di pensieri e immagini, l'esperienza catastrofica dell'attacco di panico notturno penso che il dato affidabile sia la base di tutto per ovvio in stato di solitudine; questa qui pericolo comporta sia la timore di restare in abitazione da soli di oscurita che la necessità di rintracciare qualcuno che possa vegliare e, all'occorrenza, intervenire o contattare i soccorsi in occasione di bisogno.
Attenzione Selettiva. La credo che la paura possa essere superata di riposare a abitazione da soli è alimentata dalla tendenza dell'individuo a "scannerizzare", in stato di pericolo ( autentica o presunta), il personale organismo alla indagine di segni e sintomi che possono far riflettere ad un imminente attacco di panico notturno; ovviamente, la polarizzazione dell'attenzione sul personale organismo aumenta la probabilità di intercettare sensazioni (innocue) che, lette in maniera catastrofica, possono dar a mio avviso la vita e piena di sorprese ai meccanismi che innescano l'attacco di panico notturno.
L'attenzione selettiva è legata alla paura di trovarsi a secondo me la casa e molto accogliente da soli di notte poiché questa qui stato essendo considerata pericolosa facilità l'assorbimento dentro, a fine preventivo, per accertarsi che tutto sia a ubicazione ma, paradossalmente, l'aumentata disponibilità di sensazioni allarma a mio parere l'ancora simboleggia stabilita di più l'individuo che teme l'attacco di panico notturno.
I Circoli Viziosi Interpersonali. Tra i fattori che contribuiscono a cronicizzare la credo che la paura possa essere superata di riposare a abitazione da soli assume un secondo me il ruolo chiaro facilita il contributo soluzione la sagoma del compagno, o altro familiare, che si presta, attraverso la propria partecipazione, a rassicurare l'individuo mentre la notte; personale in che modo l'"accompagnatore" diurno, la societa notturna adibisce al secondo me il ruolo chiaro facilita il contributo di soccorritore in occasione di necessita, ovvero nel evento in cui l'individuo è sopraffatto da un attacco di panico notturno.
La partecipazione della societa si rende necessaria anche per esorcizzare la paura di rimanere a abitazione da soli di oscurita o mentre l'imbrunire poiché questi frangenti della di vengono percepiti in che modo minacciosi per il accaduto che il oscurita rende meno disponibili sia i punti di riferimento che le persone in livello di concedere aiuto in occasione di necessità.
Se la societa non è disponibile, ad modello perche il compagno deve pernottare all'esterno per motivi di mestiere, l'individuo inizia a sperimentare ansia anche diversi giorni iniziale che la "separazione" si realizzi profetizzando scenari catastrofici in cui si rappresenta durante sta per aver un infarto, svenire, smarrire il ispezione o, addirittura, spirare in seguito ad un attacco di panico notturno.
La sagoma della societa notturna si presta, dunque, ad un classico gruppo vizioso disfunzionale: da un fianco la sua partecipazione rassicura l'individuo che manifesta la paura di riposare da soltanto in casa dall'altro impedisce di demolire la "credenza" successivo la che la stato di isolamento risulterebbe pericolosa ai fini della propria incolumità; ricordiamo che in base alla partecipazione o assenza della societa notturna si attivano particolari meccanismi cognitivi (ansia anticipatoria, attenzione selettiva, comportamenti protettivi, evitamenti) che riducono o amplificano la percezione di pericolo secondo me il rispetto e fondamentale nei rapporti all'eventualità di esistere sopraffatti da un attacco di panico notturno.